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Nuovo messaggio 05/06/2008 17.29
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La tragedia di LECCO 
(Lecco)     La tragedia di Maria Campana

Leggendo l’articolo del Giornalista Claudio Del Frate a pagina 16 del Corriere della Sera datato 1° maggio 2008, riguardante la tragedia che ha colpito la piccola Maria Campana, “dimenticata” in auto dalla mamma Simona Verzelletti, oltre a rimanere scioccato, come tutti, dalla vicenda tragica, sono rimasto un po’ così, perplesso, per come il giornalista ha proposto l’articolo ai lettori.
Mi spiego meglio. Sembrava il racconto di un fatto di cronaca quotidiana, come se si parlasse, per esempio, della cronaca di una partita di calcio…. “…alle ore (X), la mamma doveva trovarsi a scuola; …alle ore (Y), la mamma parcheggiava l’auto; …alle ore (Z), la mamma si ricorda della bimba dimenticata nell’auto; …alle ore (W), la bimba arriva al pronto soccorso… alle ore (J) la constatazione di morte della bambina da parte dei medici; ecc… ecc…”. Con tutto il rispetto per il giornalista, questa vicenda, secondo me, presenta più contenuti, che andrebbero approfonditi, risvolti umani che dovrebbero essere messi in evidenza.
Io non so scrivere bene come il nostro giornalista, ma un pensiero riguardo questa vicenda mi sento di doverlo esprimere come essere umano e soprattutto come padre di due figli, facendomi una domanda come premessa: “se tutto questo fosse successo a me”?
Ci sono due morti in questa tragedia: la figlia “Maria” e la Mamma “Simona”. Morte fisica per la bambina, morte emotiva, morale per la madre.
Per la madre la morte emotiva ha tante componenti riassumibili nella perdita di autostima, Simona si è già inflitto un’ergastolo che non beneficerà di alcuno sconto di pena.
Negli occhi della gente comune che la guarderà, negli occhi del marito, negli occhi dei figli, se ne ha, o in futuro se ne avrà, leggerà sempre e comunque una sola domanda:
“COME HAI POTUTO DIMENTICARE”
Per tutto ciò che può valere…, CORAGGIO Simona, forse la tua piccola Maria ti ha già perdonato, vivi il resto della tua vita ancorata a questa labile speranza e che Dio ti dia la forza e la fede, non per dimenticare, questo non potrà mai accadere, ma la forza e la fede per… “tirare avanti”.

Acquarica del Capo 3 giugno 2008

                                                                                gigi palese
 

 
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